Ritratto Antico Papa Leone I Magno Incisione Originale XVI Secolo
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Descrizione
Leone Primo *Roma* Interessante e suggestivo antico ritratto raffigurante l'antico pontefice romano; bella incisione originale, all'acquaforte e xilografica (praticamente una doppia incisione essendo state utilizzate due matrici, una in rame per il ritratto vero e proprio, e una in legno per la cornice che contorna il ritratto)**;** esemplare in origine tavola illustrativa di una pubblicazione specialistica, probabilmente della fine del '500; misura circa cm.16x13 (la parte figurata), su foglio di circa cm.22x16; *con stemma araldico pontificio impresso in alto a destra.* Di interesse artistico, culturale, specialistico, collezionistico Buona conservazione generale, segni e difetti d'uso o d'epoca, sparse fioriture e difetti vari marginali, ma incisione ben impressa e di ottima qualità, ancora su foglio originario con anche scritte al verso, **stampa meritevole di essere inserita sotto passpartout ed incorniciata.** *(l'immagine allegata raffigura un particolare dell'intero foglio, eventuali ulteriori informazioni a richiesta)* #### *Leone I, detto anche Leone Magno, fu* [*Papa* *(dal* [*440* *al* [*461**) della* [*Chiesa cattolica**, che lo venera assieme alla* [*Chiesa ortodossa**, come* [*santo**. Secondo il* [*Liber Pontificalis* *era nativo della* [*Toscana**.* *Nel* [*431**, in qualità di diacono, occupava una posizione sufficientemente importante perché* [*Cirillo di Alessandria* *si rivolgesse a lui, per far si che l'influenza di* [*Roma* *venisse scagliata contro le pretese di* [*Giovenale di Gerusalemme* *sulla giurisdizione patriarcale della* [*Palestina* *-- a meno che la lettera non fosse piuttosto indirizzata a* [*Papa Celestino I**. All'incirca nello stesso periodo* [*Giovanni Cassiano* *gli dedicò il trattato contro* [*Nestorio**, scritto su sua richiesta. Ma niente mostra meglio la confidenza che veniva riposta in Leone del fatto che venne scelto dall'imperatore per appianare la disputa tra* [*Aezio* *e Albino, i due più alti ufficiali in* [*Gallia**.* *Durante la sua assenza per questa missione,* [*papa Sisto III* *morì (*[*11 agosto* [*440**), e Leone venne unanimemente eletto dal popolo a succedergli. Il* [*29 settembre* *iniziò un pontificato che avrebbe fatto epoca per la centralizzazione del governo della Chiesa.* *Nemico senza compromessi dell'*[*eresia**, Leone scoprì che nella* [*diocesi di Aquileia**, i* [*Pelagiani* *venivano ammessi alla comunione in chiesa, senza il formale ripudio dei loro errori; egli scrisse per rimproverare questa colpevole negligenza, e richiese un'*[*abiura* *solenne davanti a un* [*sinodo**.* *I* [*manichei* *in fuga di fronte ai* [*Vandali**, erano giunti a Roma nel* [*439* *e li vi si erano organizzati segretamente; Leone apprese del fatto attorno al* [*443**, e procedette contro di loro tenendo un dibattito pubblico con i loro rappresentanti, bruciando i loro libri, e mettendo in guardia i cristiani romani contro di loro. I suoi sforzi portarono all'editto di* [*Valentiniano III* *contro i manichei (*[*19 giugno* [*445**).* *Il suo atteggiamento non fu meno deciso contro i* [*Priscilliani**. Il vescovo Turribio di* [*Astorga**, meravigliato dalla diffusione della setta in* [*Spagna**, si era rivolto agli altri vescovi spagnoli sull'argomento, mandando una copia della sua lettera a Leone, che non si lasciò sfuggire l'opportunità di esercitare influenza in Spagna. Egli scrisse un esteso trattato (*[*21 luglio* [*447**) contro la setta, esaminando i suoi falsi insegnamenti nei dettagli, e chiedendo un concilio generale spagnolo, per investigare se ci fossero degli aderenti all'interno dell'episcopato -- ma ciò venne impedito dalle circostanze politiche in Spagna.* *Leone rafforzò la sua autorità nel* [*445* *contro* [*Dioscuro**, il successore di* [*Cirillo* *al patriarcato di* [*Alessandria d'Egitto**, insistendo che la pratica ecclesiastica della sua sede doveva seguire quella di Roma; poiché* [*Marco**, il discepolo di* [*Pietro* *e fondatore della Chiesa alessandrina, non poteva avere altra tradizione che quella del "principe degli apostoli".* *Il fatto che la provincia africana della* [*Mauretania Caesariensis* *fosse stata conservata dall'impero e quindi dal* [*credo di Nicene* *portato dall'invasione Vandala, e nel suo isolamneto fosse disposta ad affidarsi all'aiuto esterno, diede a Leone l'opportunità di asserire la sua autorità su quella regione, cosa che fece con decisione riguardo a diverse questioni di disciplina.* *In una lettera ai vescovi di* [*Campania**,* [*Piceno* *e* [*Toscana* *(443) egli richiese l'osservanza di tutti i suoi precetti e di quelli dei suoi predecessori; e rimproverò duramente i vescovi di* [*Sicilia* *(447) per la loro deviazione dagli usi romani, ad esempio per il momento del* [*battesimo**, richiedendo loro di inviare dei delegati al sinodo romano per imparare la pratica corretta.* *L'asserzione del potere romano sull'*[*Illiria* *era stata un punto forte dei Papi precedenti.* [*Papa Innocenzo I* *aveva costituito il metropolita di* [*Salonicco* *come suo vicario, allo scopo di opporsi al crescente potere del* [*patriarca di Costantinopoli**. Ma in seguito i vescovi dell'Illiria mostravano una tendenza a schierarsi con* [*Costantinopoli* *e i Papi ebbero delle difficoltà a mantenere la loro autorità. Nel* [*444* *Leone descrisse, in una lettera a loro indirizzata, il principio secondo il quale Pietro aveva ricevuto il primato e la supervisione dell'intera Chiesa, come premio della sua fede, e che quindi tutte le questioni importanti dovevano essere riferite a, e decise da Roma. Nel* [*446* *Leone ebbe per due volte l'occasione di interferire con gli affari dell'Illiria, e nello stesso spirito parlò del pontefice romano come dell'apice della gerarchia di vescovi, metropoliti e primati. Comunque, dopo la sua morte, l'influenza di Costantinopoli tornò ad essere predominante.* ### *Asserzione della sua autorità in Gallia* *Non senza una seria opposizione, Leone riuscì ad asserire la sua autorità sulla Gallia. Patroclo di* [*Arles* *(m. 426) aveva ricevuto da* [*papa Cosimo* *il riconoscimento del* [*primato*") *sulla Chiesa della Gallia, che era stato fortemente rivendicato dal successore* [*Ilario**. Un appello di Celidonio di Besançon, diede a Leone l'occasione di procedere contro Ilario, che si difese duramente a Roma, rifiutandosi di riconoscere lo status giudiziario di Leone. Ma Leone reinstaurò Celidonio e limitò Ilario alla propria diocesi, privandolo anche sei suoi diritti di metropolita sulla provincia di* [*Vienne*")*.* *Sentendo che la sua idea dominante di una monarchia romana universale era minacciata, Leone si appellò al potere civile per ottenere supporto ed ottenne da* [*Valentiniano III* *il famoso decreto del* [*6 giugno* [*445**, che riconosceva il primato del vescovo di Roma, basato sui meriti di Pietro, la dignità della città, e il* [*Credo di Nicea* *(nella sua forma interpolata); ordinando che ogni opposizione alle sue decisioni, che avrebbero avuto la forza di leggi, doveva essere trattata come tradimento; e provvedendo per l'estradizione forzata da parte dei governatori provinciali, di chiunque si rifiutasse di rispondere agli avvertimenti di Roma. Ilario si sottomise a questo volere, anche se con il suo successore, Ravennio, Leone divise i diritti metropolitani tra Arles e Vienne (*[*450**).* *Un'occasione favorevole per estendere l'autorità di Roma ad Oriente si offrì con il rinnovo della controversia* [*cristologica* *di* [*Eutiche**, che all'inizio del conflitto si rivolse a Leone e cercò rifugio presso di lui per la sua condanna di* [*Flaviano*](https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=San_Flaviano











