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A. Giambrocono, Come Inventare?, Napoli, Ufficio Brevetti Internazionali, 1925

Descrizione

A. Giambrocono, Come inventare?. Napoli, Ufficio Brevetti Internazionali, 1925. Interessante edizione d'epoca.

Inusuale e curiosa pubblicazione sulle regole, gli schemi, i principi, i criteri, i parametri e le norme che presiedono alla progettazione e realizzazione di una nuova invenzione e la rendono valida ed efficiente. Secondo l'autore, il progresso è la somma di uno sterminato numero di piccoli ed incessanti miglioramenti, di modesti e utili ritrovati: l'applicazione del metodo scientifico può quindi apportare notevoli risultati.

Sono considerati brevetti che tendono a questi fini: creazione di un prodotto nuovo o di un mezzo nuovo; applicazione dei mezzi conosciuti ad un nuovo fine; combinazione di elementi conosciuti per ottenere un nuovo mezzo. Il primo stadio dell'invenzione è la ricerca del tema e l'abbozzo; bisogna poi distinguere tra invenzioni e pseudo invenzioni, analizzare il punto di vista della novità, quello commerciale, il lato estetico e quello economico, la concorrenza, il fattore economia, il fattore benessere, lo scopo (difesa ed offesa). Essenziale l'analisi tecnica: il problema da risolvere, le funzioni tecniche, i fattori tecnici; seguono il disegno costruttivo, il modello e la protezione dell'invenzione.

Proposti a titolo di esempio problemi pratici tipo: una macchina per realizzare una deformazione tra due superfici di contatto; una macchina per il riempimento automatico delle penne stilografiche. Per la realizzazione tecnica si fa riferimento a ingranaggi, a macchine elementari o a brevetti già in uso, tra cui i brevetti Grunward, Harrower, Evinof, Wites, O'Brien, Bayliss, Goodrick, Ganly, Blogg, Betts, Murphy, Doering, Clark, Cope, Waldson, Hengst, Lake, Paget, Talbot. Molte immagini illustrative; illustrazione in copertina; bibliografia. Opera di interesse specialistico, tecnico, industriale, bibliografico.

Cm 20; pp. 154; brossura editoriale figurata.

Conservazione buona: segni e difetti d'uso e d'epoca, sparse fioriture o gore, annotazioni e schizzi a matita ad alcune pagine iniziali.