Pina Menichelli Foto Cartolina Epoca Cinema Muto Ediz. Vettori

Valore stimato —62.99

Descrizione

P. Menichelli Interessante antico ritratto della nota attrice Pina Menichelli, bella foto-cartolina d'epoca, misura circa cm. 9x14; Ediz. Vettori (Bologna), mai usata nè viaggiata per posta, databile alla prima metà del '900. Di interesse cinematografico, fotografico, storico-locale, collezionistico Buona conservazione generale, segni e difetti d'uso e d'epoca, ***meritevole anche di essere inserita sotto passpartout ed incorniciata*** ##### *Pina Menichelli, all'anagrafe Giuseppa Iolanda Menichelli (*[*Castroreale**,* [*10 gennaio* [*1890* *–* [*Milano**,* [*29 agosto* [*1984**), è stata un'*[*attrice* [*italiana* *del* [*cinema muto**, figura di primo piano nel sistema* [*divistico* *assieme a* [*Lyda Borelli* *e* [*Francesca Bertini**.* [***Pina Menichelli ne Il fuoco* *Appartenente ad una importante dinastia di* [*attori teatrali**, il cui capostipite fu* [*Nicola Menichelli*")*, apprezzato* [*comico* *della metà del* [*Settecento*[*\[1\]**, e della quale ignota rimane l'origine geografica precisa, Pina Menichelli, nacque da Cesare e Francesca Malvica, attori girovaghi, a* [*Castroreale**, paesino della* [*provincia di Messina*[*\[2\]* ")*.* *Oltre alla stessa Pina, furono attori anche la sorella maggiore* [*Lilla**, la minore* [*Dora* *e il fratello* [*Alfredo**.* *Fu sposata due volte, la prima, dal* [*1908* *con il* [*napoletano* *Libero Pica dal quale ebbe due figli e si separò qualche anno più tardi, la seconda dal* [*1924* *(alla morte del primo marito) con il barone Carlo Amato.* *Essendo figlia d'arte, la Menichelli incominciò a recitare a fin da bambina, ma la sua vera carriera artistica ebbe inizio nel* [*1907* *quando fu scritturata come giovane amorosa nella* [*compagnia teatrale* *di* [*Irma Gramatica* *e* [*Flavio Andò**.* *Dopo alcune esperienze in varie compagnie* [*teatrali**, intraprese un cammino cinematografico grazie alla casa* [*Cines* *di* [*Roma**, una delle più importanti dell'epoca, dove, fra il* [*1913* *e il* [*1914**, recitò in numerosi film. Fra essi spicca Scuola d'eroi , in cui venne notata dal regista e produttore cinematografico* [*Giovanni Pastrone* *(autore del celebre* [*Cabiria**), che la chiamò poi all'*[*Itala Film* *di* [*Torino**, dando così inizio alla sfolgorante "avventura cinematografica" dell'attrice.* *Realizzò così il suo primo film per l'Itala, con la regia di Pastrone (che si firmò Piero Fosco): Il fuoco del* [*1915**. I protagonisti sono un'ammaliante ed enigmatica poetessa (la Menichelli) ed un giovane ed ignoto pittore (*[*Febo Mari**, autore del soggetto), i quali vivono una bruciante vicenda d'amore che si accende per una semplice favilla, si esalta nella vampa per poi non lasciare che cenere. Il film ebbe un enorme successo, e la Menichelli, perfetta (anche fisicamente: si pensi all'acconciatura da gufo) nel ruolo di crudele e sensuale maliarda, divenne una stella di prima grandezza, etichettata come la* [*femme fatale* *per eccellenza del* [*cinema italiano**.* *L'anno seguente fu la protagonista di Tigre reale (sempre diretta da Pastrone), dove, interpretando la sinuosa e fatale contessa Natka, confermò le sue non comuni capacità d'attrice e di femme fatale. Tra gli altri film di successo che realizzò per l'Itala, si possono ricordare La moglie di Claudio, L'olocausto del* [*1918* *e Il padrone delle ferriere del* [*1919**.* *Nel* [*1920* *passò alla romana Rinascimento Film (fondata per lei dal barone Carlo Amato, suo futuro marito, e dove ebbe una breve parentesi due anni prima con Il giardino delle voluttà), continuò ad affascinare le platee di mezzo mondo (nonostante la critica bacchettasse la sua recitazione manierata e forzata tipica dell'epoca) con pellicole come La storia di una donna e Il romanzo di un giovane povero (1920), La seconda moglie (*[*1922**), La donna e l'uomo e La biondina (*[*1923**). Sempre nel 1923, stanca di interpretare gli stessi personaggi di seduttrici voluttuose e tormentate eroine, lavorò con brio e agilità a due commedie: La dama de chez Maxim's e Occupati d'Amelia, che sbalordirono critica e pubblico.* *Dopo questi due lavori, nel* [*1924**, la Menichelli si ritirò da ogni attività artistica per dedicarsi ai suoi doveri di madre e moglie serena, e il "dovere di dimenticare" divenne la sua parola d'ordine. Anche la morte di questa conturbante e bravissima* [*diva* *dalla bella figura (non alta, ma slanciata, capelli biondissimi, grandi occhi azzurri, bocca sensuale, naso un po' aquilino), avvenuta a* [*Milano* *all'età di 94 anni, passò inosservata.(dal web, wiki)*

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